Soluzione: descrizioni di ambienti

Ecco le soluzioni per le descrizioni degli ambienti

Rieccoci a parlare di dettagli e di ambienti a cui il punto di vista è abituato. I tre casi erano:

  1. Mi affaccio al corridoio, il pavimento è di marmo bianco.
  2. Carlo si affrettò sul marciapiede. La linea bianca della carreggiata costeggiava la strada.
  3. Il mare era una tavola azzurra, calmo come una lastra di vetro.

Nel caso 1. avevo suggerito di sfruttare le caratteristiche del marmo. La lucidità, la luminosità, il colore. Qualsiasi cosa contrasti o esalti queste caratteristiche può essere notata.

  1. Mi affaccio al corridoio. Una macchia di liquido scuro ha sporcato il marmo bianco. Qualcuno ha rovesciato il caffè.

oppure

  1. Mi affaccio al corridoio. Il marmo bianco è così lucido che riflette le pareti. Devono averlo appena lavato.

In entrambi i casi, le caratteristiche del marmo sono cambiate rispetto al solito, perciò il punto di vista ha un motivo per notarle.

Passiamo al caso 2. Le linee bianche della carreggiata sono un elemento che chiunque noterebbe a fatica, a meno che non ci stia proprio pensando. O a mano che non si accorga di esserci sopra con la macchina, o magari perché c’è troppo vicino. E perché Carlo dovrebbe notarle, allora? Deve avere un motivo per farlo, ossia qualcosa che attiri la sua attenzione o che contrasti rispetto al solito.

  1. Carlo si affrettò sul marciapiede. Un piccione gli zampettò davanti e saltò in strada, proprio sulla linea bianca. Carlo schioccò la lingua. Stupida bestia.

Questo caso è un po’ più spinoso. Abbiamo inserito il piccione, ma è un elemento abbastanza comune. Che motivo avrebbe Carlo di notare un piccione, se la città in cui abita ne è piena? Possiamo fare di meglio.

  1. Carlo scansò due anziane e si affrettò sul marciapiede. Un colosso di almeno due metri veniva nella sua direzione. Per evitarlo, Carlo saltò giù dal muretto e camminò a ridosso della linea bianca. Le auto sfrecciavano così forte che dovette fermarsi il cappello con la mano.

Molto meglio così, no? Abbiamo presentato una strada affollata. Carlo, che va di fretta, si sposta per evitare il traffico pedonale. Ha senso che presti attenzione alla linea bianca perché se la sorpassa finisce dritto nella carreggiata delle auto.

  1. Sul mare navigavano alcune barche a vela. Erano così lente che parevano ferme. Non c’era un filo di vento.

In questo caso abbiamo evitato di dire che il mare è calmo e piatto, visto che il personaggio punto di vista lo sa già. Come dire che il mare è calmo e piatto senza dire che è calmo e piatto? Posizioniamo delle barche e mostriamo che non si muovono. Così possiamo inserire l’osservazione sull’assenza di vento.

In alternativa, potremmo mostrare qualcosa che scompone la piattezza del mare.

  1. La tavola piatta fu interrotta da uno spruzzo. Una sagoma grigiastra e lucida emerse dal mare: era una balena. Tornò sotto e lasciò dietro di sé una serie di anelli concentrici.

Inseriamo un elemento che spezzi la monotonia dell’acqua. Una bella balena.

Come vedi, si tratta di creare dei motivi e delle situazioni funzionali a far emergere questo o quel dettaglio. L’intelligenza dell’autore sta tutta nel decidere in che modo presentare i dettagli. Deve inserirli senza far capire al lettore che sono stati messi lì apposta. Come detto nell’articolo scorso, è richiesto di non scrivere più col pilota automatico, ma di ragionare, e scegliere con attenzione quello che finisce nel testo.

Una volta appreso, questo sistema ti uscirà naturale come parlare. Devi solo metterti nei panni del personaggio punto di vista e chiederti in ogni momento se lui noterebbe un certo dettaglio cosa oppure no. Perché, ricorda, la mente del tuo personaggio funziona come la mente di una persona normale.

Un altro buon motivo per inserire i dettagli delle descrizioni non come elenco statico, ma in maniera dinamica, è la facilità con cui vengono ricordati.

Se un elemento è in contrasto rispetto a ciò che il punto di vista ricorda, o rispetto alla situazione a cui è abituato, viene ricordato molto più facilmente rispetto a un’affermazione parte di un elenco. Questo accade perché la nostra mente, così propensa a far combaciare tutto, ad appiattirlo e a renderlo più semplice possibile, nota subito qualcosa di fuori posto. E se la ricorda, sia nella vita reale sia in un libro. E ciò è fondamentale quando dobbiamo inserire un dettaglio che tornerà a essere importante in futuro. Se il lettore se ne dimentica, non ci sarà l’effetto “wow, vero, aveva già detto che c’era un candelabro nella stanza” e sembrerà una soluzione tirata fuori a caso. O peggio, il lettore tornerà indietro per verificare se da qualche parte quel dettaglio era davvero stato introdotto. E questo, da autori, equivale a una sconfitta e a una vergogna, perché significa:

  • che non hai comunicato al lettore in maniera corretta. Comunicare in maniera corretta significa far sì che i dettagli funzionali alla trama restino impressi. Se un dettaglio non resta impresso hai sbagliato tu, autore.
  • che stai chiedendo al lettore uno sforzo ulteriore. Già il lettore spende soldi e tempo per dedicarsi al tuo libro, in mezzo a una miriade di alternative, in un mondo in cui l’intrattenimento è fatto dallo streaming, dalle serie tv, dai videogiochi, dai social. Vuoi davvero fargli perdere altro tempo?
  • che il lettore non si fida di te. E se non troverà prove del dettaglio (magari perché non lo ritrova, e non gli va di rileggersi il testo da capo), potrà ritenerti uno scrittore sprovveduto e disattento.

Perciò usa sempre il conflitto, inserisci i dettagli per contrasto. L’opposizione (rispetto alla situazione abituale o rispetto a una consuetudine) resta impressa.

Rileggi quello che scrivi ed esamina le tue descrizioni. Come fai a passare l’immagine di un ambiente al lettore? Produci un elenco, o inserisci già dettagli dinamici, in contrasto con lo status quo?

Se le tue descrizioni degli ambienti zoppicano, applica il metodo spiegato qui sopra. Vedrai che anche i più squallidi elenchi diventeranno interessanti.

Alla prossima!

Sara

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