Vox Machina: un inizio da manuale

Di recente ho visto Vox Machina su Amazon Prime Video. È un cartone animato ispirato a una campagna di D&D già trasposta in fumetti. Roba da veri nerd, di quelli che riconoscono le classi e lo schieramento (o era allineamento?) solo guardando l’abbigliamento del personaggio.
Nei primi quattro minuti di visione mio marito si è impegnato a spiegarmi le varie classi, il bardo, il druido, un possibile warlock, e le razze, un’elfa, i mezz’elfi… ma a me non fregava niente perché, essendo io una persona semplice, la banda di scappati di casa nota come Vox Machina mi aveva già conquistata a colpi di parolacce, squartamenti, culi e vomitate.

I Vox Machina sono questa compagnia composta da due gemelli mezz’elfi, due gnomi, un umano, un’elfa e un mezzo gigante. C’è pure un orso, peccato che venga parcheggiato a non fare niente per la maggior parte della storia.

La banda non gode certo di buona fama: sono i peggiori mercenari del regno, scatenano risse ovunque vadano, sono stati banditi da tutte le locande. Poveri in canna, senza un posto dove andare, passano le giornate a cercare qualcosa da fare.

Ora vediamo nel dettaglio il primo episodio. Non parlerò della struttura complessiva della stagione, che conta 12 episodi, né dell’arco di trasformazione del personaggio.

Vediamo solo i momenti salienti del primo episodio prendendo come riferimento il testo “L’arco di trasformazione del personaggio” di Dara Marks.

Incidente scatenante
In narrativa e in sceneggiatura, è il momento in cui il contesto cambia. Accade qualcosa, vicino o lontano, che porta a uno sconvolgimento. In alcune storie l’incidente scatenante non viene messo in scena nella storia, cioè non viene neanche mostrato direttamente.
Può essere lo scoppio di una guerra, un annuncio, una voce che gira.
Il lettore e lo spettatore sentono parlare di questo avvenimento e capiscono che lo status quo presentato nelle prime pagine e nei primi minuti sta per cambiare.
Immaginalo come una nube temporalesca in lontananza. Non incombe ancora sulle teste dei protagonisti, ma c’è, ed è una possibile minaccia futura.
La cosa che devi tenere a mente, quanto pensi all’incidente scatenante, è che non riguarda direttamente il protagonista. Lui lo sente e lo vede da lontano, ma non ne è ancora toccato.
Se ne frega.

Chiamata all’azione
È il momento in cui la nube temporalesca arriva sulla testa del protagonista. Fino ad allora non se ne era preoccupato, ma ora il cambiamento l’ha raggiunto, e lo riguarda direttamente.
E cosa accade quando arrivano cambiamenti inaspettati? Li abbracciamo come dei bravi buddisti, o scappiamo come cerbiatti disperati? Ovviamente scappiamo, perché un cambiamento implica la perdita di controllo, perdita di controllo significa dover demolire la realtà precedente e costruirne una nuova, con conseguente dispendio di risorse.
Alle scale piace cambiare ma a noi esseri umani no, e nemmeno ai protagonisti delle storie.
Ecco perché il cambiamento, quando li travolge, viene rifiutato.

Rifiuto alla chiamata
Il protagonista si oppone al cambiamento in atto. Lotta per rifiutarlo, fa di tutto per far funzionare le cose com’erano prima. Ma non saranno mai come prima e, prima o poi, dovrà accettare la chiamata e cominciare a lottare.
In Vox Machina questi tre momenti sono messi in scena molto bene.

All’inizio dell’episodio ci viene mostrato un feroce drago. La compagnia di guerrieri ingaggiati dal re lo fronteggia, ma viene sciolta dal fuoco, divorata, spiaccicata o tramutata in una poltiglia di sangue e viscere.

Ecco un perfetto incidente scatenante per questa storia: l’arrivo di un drago che minaccia il regno.
Come vedi, l’evento non riguarda ancora i protagonisti. È una nube temporalesca in lontananza.
La storia si sposta sui Vox Machina

Lo status quo iniziale ci presenta i personaggi coinvolti in una squallida rissa da taverna, tra parolacce, squartamenti, alcool e vomito. L’unico che non vi prende parte è di sopra, appartato con una donna appena rimorchiata. O pagata, non l’ho capito.
La banda viene buttata fuori e bandita dalla taverna: i personaggi, parlando tra loro, ci fanno sapere che ora non potranno più entrare in nessun locale del regno. Comprendiamo che non si è trattato di un episodio isolato. Questi scappati di casa hanno causato così tanti problemi che nessuno li vuole più dentro le proprie mura.
Bene, abbiamo una banda di scapestrati senza futuro.

Proprio mentre discutono sul da farsi, si soffermano su una delle classiche bacheche da videogioco fantasy… quelle con affissi gli incarichi. E qui scoprono che il re sta cercando dei mercenari per proteggere il regno.

Siamo alla chiamata all’azione: l’arrivo del drago riguarda loro in prima persona. Non perché sia minacciata la loro vita, non perché debbano scappare da qualche parte per salvarsi… bada bene che incidente scatenante e chiamata all’azione devono sempre essere in linea con il tenore della storia.

In una storia di questo tipo, i personaggi cercano riscatto e rispetto. Oppure un motivo per stare insieme, e quindi dei legami.

Il cambiamento, per i Vox Machina, riguarda la possibilità di ottenere finalmente una vita migliore. Se non accettano questo incarico dovranno smettere di fare i mercenari, tornare dalle famiglie con le code tra le gambe, accettare qualche impiego più umile e, soprattutto, dividersi e andare ognuno per la propria strada. Perderebbero sia la gloria, sia la possibilità di stare insieme.
Così decidono di accettare l’incarico e si presentano dal re.

Grog, il ragazzone sulla sinistra, entra nella sala del re con un poderoso rutto.

I Vox Machina vengono spediti a fronteggiano il drago… per poi scoprire che si tratta di una preda ben oltre le loro capacità. Sono disorganizzati, sono deboli e lo scontro si rivela un disastro.
Si salvano per un pelo e, da bravi disgraziati quali sono, rinunciano immediatamente. Il drago è fuori dalla loro portata. Accettare la missione è stata una follia.
Eccoti servito un perfetto rifiuto alla chiamata.
Il cambiamento è ingestibile, la minaccia troppo grande. Forse restare degli squattrinati rissaioli non era così male… forse gloria e fama sono sopravvalutate.
I personaggi cercano di tornare nella loro comfort zone e negano il cambiamento.

Allontanandosi dal luogo dello scontro, i Vox Machina arrivano al villaggio che avrebbero dovuto proteggere e scoprono che il drago l’ha devastato. Rinvengono un ragazzo ancora in vita, ma la druida del gruppo è troppo sfiancata dalla battaglia e non riesce a salvarlo.

I Vox Machina sentono per la prima volta il peso della responsabilità. Gli abitanti del villaggio credevano in loro e sono morti credendo in loro. Ora hanno due alternative: tornare a essere degli scappati di casa, o impegnarsi seriamente per ottenere ciò che vogliono.

Consapevoli che non possono più voltarsi dall’altra parte, accettano di proseguire la missione. La storia ha inizio.

Se hai ragionato la trama correttamente, avrai anche tu questi momenti, anche se l’ordine non è necessariamente quello di Vox Machina.
La presentazione dello status quo e l’incidente scatenante possono cambiarsi di posto. L’importante è che la chiamata all’azione arrivi in un momento successivo all’incidente scatenante e, ovviamente, prima del rifiuto alla chiamata.

Ricorda questo principio: ogni storia inizia con un cambiamento, e ogni cambiamento porta con sé un rifiuto. Solo dopo il rifiuto il personaggio, spinto all’angolo, sarà costretto ad accettare la chiamata all’azione e a partecipare alla storia.

Alla prossima

Sara

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