La curiosità: il motore di una buona storia

Il romanzo di genere giallo nasce nel 1841 grazie a Edgar Allan Poe e al suo investigatore Auguste Dupin. Da allora in narrativa sono fioriti i polizieschi, i thriller, le spy story, i noir con i vari Poirot, Sherlock Holmes, la signora in giallo, Maigret.
Il giallo è un genere che va molto bene, sia in termini di vendite che di diffusione.
Dando un’occhiata alla vetrina di Netflix noto che ci sono tantissime serie di detective e spy story. In questo momento c’è in top 10 perfino Pretty Little Liars, una serie tv in cui 4 amiche cominciano a ricevere dei messaggi da uno sconosciuto che si firma come -A.
A, come Allison, la loro amica recentemente morta.

Chi è A? E perché comincia a scrivere giusto dopo il funerale di Allison?

Ragazze, forse avete un problema

Altra storia che ripete gli stessi canoni è Uno di noi sta mentendo. Anche qui c’è un morto, e anche qui qualcuno si impossessa del suo account per rivelare segreti scomodi… chi c’è dietro a questo account, e perché sta spifferando tutto?

Anche voi avete un problema

Giallo è mistero, è mistero è curiosità.

Un mistero stuzzica la mente e alimenta la voglia di scoprire cosa si nasconde alla fine.
La curiosità è alla base di storie di questo tipo, ma può facilmente essere sfruttata per rendere interessanti storie di ogni tipo. Pensate a un qualsiasi Harry Potter. Anzi no, non uno qualsiasi: il secondo, la Camera dei Segreti.
Il mistero della Camera dei Segreti accompagna l’anno scolastico di Harry fin dall’inizio, e indizio su indizio porta il lettore, e con lui il protagonista, a scoprirne sempre di più. Fino al diario, alla possessione di Ginny e alla lotta col basilisco.

I misteri e i segreti sono degli ottimi ganci narrativi. Sono delle esche per i lettori. Una storia con un mistero da svelare risulta molto più attraente di una storia che ha “solo” un un obiettivo da completare.
Il motivo passa per il funzionamento della mente.
L’essere umano si è evoluto grazie alla sua capacità di controllare l’ambiente circostante. Attento, non mi riferisco a quando posizioni la cornice nel punto che più ti piace, sul mobile. E neanche a quando scegli i cuscini giusti per la tua cucina.

Non si tratta solo di ambiente fisico, ma di ambiente mentale. In ogni momento la nostra mente crea dei modelli della realtà. Sono delle immagini mentali di come dovrebbero andare le cose, di cosa ci aspettiamo, di cosa vorremmo evitare.

La mente semplifica la realtà. Ma la realtà, lungi dal fare discorsi filosofici, è inconoscibile. Per esempio i suoni non esistono, sono solo delle vibrazioni che grazie a milioni di anni di evoluzione hanno per noi un significato.
Noi non vediamo la realtà, vediamo il modello simulato che ci regala il nostro cervello.

Ed è meraviglioso, perché se ci siamo evoluti fino a questo punto è anche grazie alla rappresentazione della realtà che il nostro cervello produce in continuazione.
Il cervello ha bisogno di mantenere il controllo sulla realtà, o su quello che pensiamo sia la realtà. Avere il controllo significa:

  1. sapere come andranno le cose
  2. non dover spendere risorse per adattarsi al cambiamento

L’incertezza e il cambiamento sono stressanti. No, non è questione di essere fragili, chiusi di mente, poco flessibili. Si tratta di funzionamento del cervello. Perciò hai tutto il diritto di incazzarti col tuo amico che ti scombina i piani all’ultimo… anche se i suoi programmi sembrano subito più interessanti e coinvolgenti dei tuoi. Non ha importanza: il tuo cervello ostacolerà il cambiamento dei piani perché deve spendere risorse a immaginare un futuro diverso.

Io per esempio sono una persona aperta e curiosa, eppure odio gli imprevisti. Non sopporto gli ordini improvvisi. Mi crea noia dover rivedere i piani per il fine settimana.
Scommetto che anche tu ti rivedi almeno un po’ in questa situazione.

Il disagio, lo stress, o anche solo il fastidio… è tutto provocato dalla perdita di controllo della mente. Il cervello odia perdere il controllo perché avere il controllo è vantaggioso.
Ma che c’entra tutto questo con la curiosità?

Un mistero è qualcosa che, per definizione, non conosciamo. Sappiamo che esiste.
Sappiamo che c’è qualcosa nel punto indicato dalla mappa, ma non sappiamo di preciso cosa sia.
Sappiamo che c’è qualcuno, dietro ai messaggi firmati come -A, ma non sappiamo chi sia.
Sappiamo che qualcuno ha ucciso Laura Palmer, ma non sappiamo chi sia l’assassino.
Non sappiamo, non sappiamo, non sappiamo.

Il non sapere manda in crisi il cervello. Si crea un vuoto, un buco da colmare, una lacuna da risolvere.
Il mistero crea una falla nel nostro sistema di controllo. Per recuperare, il cervello ci spinge a risolvere il mistero e a coprire quel vuoto di informazione.

La curiosità è un meccanismo che la mente usa per farci ritrovare il controllo. È un istinto naturale. È grazie alla curiosità che l’uomo si è evoluto. La curiosità è letteralmente ciò che ha portato alla spiegazione di come funziona il mondo.
Si tratta di uno strumento innato, non possiamo fare a meno di provare curiosità. Se non è curiosità, è interesse per capire come funziona qualcosa, o scoprire quali sono le ragioni che hanno portato a un determinato effetto.

Comunque Voldemort aveva una bellissima grafia

All’inizio ti ho parlato dei gialli e dei polizieschi, ma non credere che la curiosità sia prerogativa di questi generi. Harry Potter per esempio è un fantasy, eppure gli indizi disseminati nel corso di ogni libro alimentano la curiosità per il mistero finale.

The 100 è una serie tv sci-fi post-apocalittica, eppure fin da subito siamo coinvolti in un mistero: vogliamo scoprire com’è la terra dopo il fallout nucleare. Ci sono sopravvissuti? Cosa ne è stato della civiltà? E c’è un traditore tra noi?

One Piece non è di certo un giallo… al contrario, è una storia di avventura e pirati totalmente irrealistica (così irrealistica che mi domando come faranno a girare il live-action) eppure è disseminata di misteri.

Ve la ricordate l’isola del cielo? I bei tempi prima di Zunesha e Joy Boy

Puoi applicare la logica del mistero a qualsiasi tipologia di storia.

Sei un autore di romance, e non sai come inserire misteri e segreti? Il mistero potrebbe riguardare il comportamento di un personaggio. Perché se n’è andato? Perché ha lasciato la moglie? Perché tiene il quadro storto, in ufficio? Perché ha mentito al collega, e a me invece ha detto la verità?

Puoi fare letteralmente qualsiasi cosa, l’importante è che ci sia qualcosa che scateni la curiosità. Certo, se scrivi storie d’esplorazione e di avventura ti sarà più facile, ma la curiosità può nascere da qualsiasi cosa. Prendi spunto dalla tua vita quotidiana.

Cos’è che ti incuriosisce? A meno che tu non sia Indiana Jones, difficilmente proverai la curiosità di un cacciatore di tesori.

Elabora un mistero, studia una rivelazione finale, cospargi il testo di indizi… e avrai lanciato un’ottima esca al lettore.

Sara

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